E' scoppiata in rete la mania delle "31 canzoni che mi hanno cambiato la vita" e dei nastroni. Il picco si è registrato dopo che Nick Hornby ha pubblicato la lista delle sue 31 canzoni, ma già prima qualcuno aveva cominciato a spolverare la vecchia arte del nastrone.
La parte più attiva (come tante altre volte in questo periodo) spetta ai blog: su tutti L'Arte Del Nastrone, poi Polaroid, Christian Rocca e tanti altri ne hanno parlato o scritto recentemente. In ogni caso, anche se la mania non fosse scoppiata non importa, perché mi serviva un pretesto per scrivere questa pagina e adesso ce l'ho.
Non sono mai stato un grande artista del nastrone e Dio solo sa quanti ne ho fatti. Quasi tutte le "cassette" sono dettate dagli ormoni e hanno lo scopo di far apparire l'autore più interressante e "maledetto" di quanto sia in realtà.
Il nastrone è un arte prettamente maschile. Le donne comprano la compilation del Festivalbar, Hitmania (dance e non) e la Deejay Parade.
Per conquistare con un nastrone bisogna scendere a compromessi, altrimenti si finisce nel cassetto alla voce "uh, che bel pensiero!"
Inutile dire che un simile destino è inaccettabile per qualsiasi nastrone. Anche la consegna segue un suo rituale. Qualcuno sceglie di fare una faccia tipo quella che doveva avere Leonardo quando ha finito L'Ultima Cena ed estrae solennemente la TDK da 90. Io invece adottavo la tattica di quello che faceva finta di passare di lì e si è trovato in tasca una cassetta che probabilmente era lì da anni.
All'epoca del primo nastrone qualcuno mi aveva convinto a comprare un disco dei Doors, mentre io ero uscito convinto di tornare con Bad di Michael Jackson sotto braccio. Persi la testa e la cosa si intuiva da ogni singola cassetta che registravo. La ragazzina in questione non sapeva nemmeno chi fosse Jim Morrison e non aveva mai sentito neanche "Light My Fire". Io ho pensato bene di mettere "Riders on the storm", "My |
eyes have seen you" più un sacco di altre canzoni che probabilmente neanche Jim Morrison sapeva di avere scritto.
Non mi ha più chiamato.
La volta dopo pensavo di aver capito l'errore: forse un nastrone monoautore non era proprio adatto. Meglio spaziare, così ci sono più possibilità. La seconda poveretta si è trovata tra le mani una "compilation" che cominciava con "Baby I'm gonna leave you" dei Led Zeppelin. Se avessi saputo un po' meglio l'inglese avrei anche capito che non è carino dedicare un nastrone a una ragazza e iniziare dichiarando di volerla lasciare.
La cassetta continuava con "Home Sweet Home" dei Mötley Crüe. Pensavo che le avrebbe stracciato il cuore e invece ha premuto il maledetto tasto FF abbozzando un "sentiamo cosa c'è dopo". Il successo più alto raggiunto dal nastrone è stato registrato quando ascoltando "Still loving you" degli Scorpions ha detto: "Ah, carina!" Finito di ascoltare i primi dodici secondi di ogni canzone se ne è uscita con: "Adesso studiamo?"
Avevamo più o meno quattordici anni, eravamo a casa sua e i suoi non sarebbero tornati prima di qualche ora.
Non mi meritava!
Decisi che non sarei più stato così banale e che non avrei più messo canzoni lente nei miei nastroni. Sarei andato sul pesante: avrebbe apprezzato l'originalità! Fu così che feci una compilation praticamente "metal" e la regalai a una fan degli Spandau Ballet.
Fu molto carina e non disse nulla, ma l'espressione schifata ce l'ho ancora davanti agli occhi.
Il nastrone dopo fu quello per me storico. L'unico che ottenne il suo scopo. Lei era a casa mia ed eravamo soli. Feci finta di prendere una cassetta a caso, ma era palese che l'avevo messa in una posizione strategica. Mancava solo un cartello con scritto "Prendi me!". Misi la cassetta nello stereo. Pochi secondi e partì "Heaven" di Bryan Adams. Mentre ero pronto a giurare che il fatto che mi spostassi verso di lei con la velocità |
di un paio di millimetri all'ora fosse una teoria scientifica chiamata "del moto perpetuo", lei mi trascinò giù baciandomi con passione.
In realtà era un normalissimo bacio, ma ai tempi mi sembrò un vortice di lingue. Se avesse aspettato me probabilmente saremmo ancora lì e a quest'ora sarei in prossimità del primo bracciolo del divano (quello più lontano da lei).
Finita Heaven schiacciò il tasto stop. No, cazzo dopo una ventina di nastroni inutili, avevo fatto il primo che raggiungeva il suo scopo e lei spegneva dopo la prima canzone. Le feci notare che c'erano altre nove canzoni, ma lei non mi degnò di una risposta. Continuò imperterrita a limonare. Il mio cruccio era che, se sentendo "Heaven" la sua reazione era stata quella, con "Your Latest Trick" sarebbe potuta rimanere incinta. In ogni caso io devo qualcosa a Bryan Adams e per questo gli ho perdonato tutte le schifezze che ha fatto negli anni successivi.
Dopo il successo ero convinto di aver trovato la chiave e cominciai a produrre cassette a un ritmo superiore a quello della EMI e della BMG messe assieme. Nessuno raggiunse i livelli del nastrone di "Heaven". Crescendo magari la ragazza in questione ci stava lo stesso, ma del mio nastrone non gliene importava un cacchio. Fu allora che mi resi conto che tutto sommato potevo farmene una ragione e che le mie cassette potevo ascoltarle a casa.
L'ultimo vero nastrone che ho fatto lo ricordo a memoria.
Lato A: Disarm (Smashing Pumpkins), Hedonism (Skunk Anansie), No Surprises (Radiohead), Drive (R.E.M.)
Lato B: Mayonaise (Smashing Pumpkins), Brazen - Weep (Skunk Anansie), Creep (Radiohead), Everybody Hurts (R.E.M.)
Alla fine scoppiò a piangere. "Si è commossa" pensai. Mi lasciò.
L'unica cosa che rimpiango è che se potessi tornare indietro quel nastrone lo concluderei con "Colpa d'Alfredo" di Vasco Rossi. Non so di che etnia fosse lui, ma lei era di certo una gran troia. |